PLAY WITH ME: REFUGEES INCLUSION THROUGH SPORT AND GAMES

PLAY WITH ME: REFUGEES INCLUSION THROUGH SPORT AND GAMES” è uno scambio giovanile internazionale promosso dalla nostra associazione “Via Firenze 21”, cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea, svoltosi a Valle San Giorgio (PD) dal 22 al 30 luglio 2019. Nella realizzazione di questo progetto hanno collaborato cinque associazioni partner provenienti da Giordania, Palestina, Ungheria, Tunisia e Grecia. Lo scambio ha rappresentato una reale opportunità per 36 giovani provenienti dai paesi sopraelencati sia locali che di origine immigrata di incontrarsi per condividere sogni, esperienze e per imparare nuove competenze e buone pratiche. Le attività progettuali avevano come obiettivo l’abbattimento delle discriminazioni attraverso un linguaggio universale: lo sport. Quest’ultimo può essere definito come una pratica caratterizzata da semplici regole utili a responsabilizzare i rifugiati, spesso non al corrente delle leggi che governano il Paese ospitante, facilitando la loro l’integrazione in una nuova comunità. Non a caso le sei nazioni coinvolte ospitano migranti o presentano un passato caratterizzato da migrazioni ed immigrazioni. Il progetto interessa culture tra le più differenti ma accomunate da questo fenomeno che le rende col passare del tempo sempre più eterogenee.

Come metodologia educativa e di apprendimento è stata utilizzata l’educazione non – formale, la quale insieme a tutta una serie di attività sportive e di confronto ha incentivato i partecipanti a socializzare, creare legami, mettersi in gioco e lavorare in squadra. Le attività erano pensate per rendere i giovani consapevoli del mondo in cui vivono in quanto essi costituiscono il futuro ed essere informati di ciò che accade costituisce un primo passo per cercare di migliorare la situazione attuale. I partecipanti, provenienti da paesi, culture e religioni differenti, hanno avuto la possibilità di confrontarsi, scambiare opinioni e idee, acquisendo un background generale del fenomeno delle migrazioni, non attraverso i media, ma attraverso persone che lo vivono in prima persona. Tale fenomeno nel corso del progetto è stato testimoniato da coraggiose persone che nella vita hanno perso molto, ma non la speranza, e che sono state in grado di raccontare la propria storia nonostante il dolore che questa rievoca. L’ultima tappa del programma ha avuto luogo presso i centri estivi organizzati dal CUS di Padova dove i partecipanti allo scambio hanno ideato, organizzato e gestito delle attività per i bambini ed i ragazzi dei centri estivi. Non è stata una sfida semplice, ci hanno raccontato i ragazzi, a causa dello scontro tra le diverse lingue ma è stata superata con facilità grazie allo sport, un vero e proprio linguaggio universale.

È stata per tutti noi un’esperienza molto bella, costruttiva ed emozionante. Lo staff dell’associazione “Via Firenze” desidera ringraziare tutti coloro che hanno collaborato all’implementazione di questa iniziativa: l’agenzia nazionale per i giovani, la Commissione Europea, Anna Zorzi una partecipante che ha collaborato nella stesura di questo articolo, Il CUS di Padova con Roberto, Marta ed Enrico, la cooperativa Terra di Mezzo che ci ha ospitati in particolar modo Maria Serena e la cuoca Bruna. Un ringraziamento va anche alle associazioni partner per il loro impegno: “Witness Center for Citizen Rights and Community Development Shahed” (Palestina), “Le Quai Culturel” (Tunisia), “Desert Bloom for Training and Sustainable Development” (Giordania), “RECREATIVITY TARSADALMI VALLALKOZAS NONPROFIT KFT” (Ungheria) e “SOLIDARITY MISSION CIVIL NON PROFIT COMPANY” (Grecia).

Il nostro affetto va a tutti i partecipanti e ai testimoni della living library, Gian Antonio, Abdellah con la moglie Abla, Pius e Alessandro.

Discorso del Presidente gennaio 2019

Quest’anno e’ mia intenzione proseguire con tenacia e determinazione nella conquista di un altro pezzettino del sogno che da molti anni ci vede impegnati in prima linea al fine di arginare quanto è possibile alle nostre forze la solitudine e precarietà che incontriamo incessantemente… siamo un piccolo esercito zoppicante, deboli, diversi, ma ci sosteniamo reciprocamente e così avanziamo nel sentiero della dignità e della

pacificazione

In questo sogno portiamo alla luce una umanità matura e solidale, che radica il suo vivere nel respiro dell’Infinito che ci sorregge, una umanità pacifica che sa convivere tra differenti culture, etnie, religioni, idee… una umanità solidale che si prende carico in prima

persona della sofferenza interiore dei singoli, una umanità fraterna che pone la dignità affettiva come priorità dell’esistere, una umanità conviviale che sa stare insieme, condividere tempo, spazi, idee, risorse per il bene comune, una umanità sorridente che

sa giocare, divertirsi, ridendo anche di se stessi, captando sempre l’Invisibile e il Bene Assoluto in ognuno, dove la diversità è una ricchezza e infine una umanità animata che conosce se stessa, la propria anima e vocazione e il suo legame sottile, invisibile, con l’Uni e Multiverso che ci lega gli uni gli altri indissolubilmente non lasciando l’uomo indifferente, ma profondamente amorevole. Ecco il mio e nostro sogno, con riconoscenza e mille grazie a tutti voi.

1 gennaio 2019 Roberto